
La famiglia-tipo dei discendenti degli Australopitechi tra qualche centinaia di anni abita in una casa non grande ma perfettamente automatizzata: si dorme su morbidi robots lom-brichi, che si arrotolano da soli per diventare comode poltrone non appena ci si alza; si beve un caffé a letto, poi un robot insetto-foglia di un bel verde metallizzato squillante è già pronto in ogni stanza con un po’ d’acqua per darsi una lavata, due zampe a fare da contenitori ed asciugamani appesi qui e là; in cucina la robota granchio-rosso-vivo, con frigorifero, forno a microonde e piastre elettriche incorporate, nonché tutte le zampe in azione contemporaneamente, sta preparando la colazione che viene servita da robots gamberi rosati in salotto; un robot insetto-stecco, marroncino, entra con il giornale, che legge ad alta voce sottolineando le notizie più interessanti, su alcuni dei soggetti per i quali è stato programmato.
Si esce ognuno per proprio conto, i figli a bordo delle robote zanzare, di tutti i colori e dalle ali argentate, parcheggiate davanti alle rispettive finestre, marito e moglie nella stessa robota tipula, per stare cinque minuti di più insieme. In aria è ora di punta, con un traffico incredibile, e sulle macchine robotiche volanti si inseriscono le rotte programmate per evitare collisioni. Ciò nonostante, corre qualche brivido quando le ali metallizzate si sfiorano, od un ragazzo tenta un’impennata aerea manuale particolarmente audace, od ancora costringe la sua robota zanzara a scendere in picchiata sul tetto della scuola anziché lasciarla planare più dolcemente accanto al portone. Inoltre, delle robote cavallette giganti verde chiaro hanno sostituito gli ordinari autobus, saltellando agil-mente da una fermata all’altra.
In casa tutto procede abitualmente, la robota granchio imma-gazzina gli avanzi ed inizia a preparare il pranzo, una robota vongola lavastoviglie, dal guscio striato, si occupa dei piatti sporchi e, nel frattempo, il robot insetto-foglia spolvera e lava vetri e specchi mentre il robot insetto-stecco si inserisce le appendici per fare prima da scopa elettrica, poi da lava-pavimento ed infine da lucidatrice; ancora, entra in scena la robota medusa, trasparente, con funzione di lavatrice e successivamente asciugatrice, ed i panni vengono quindi stirati da una robota chiocciola.
La robota ragno grigio-argentata si occupa anzitutto di eventuali riparazioni di soprammobili e varie, nonché di tutti i lavori di cucito che non si abbia voglia o tempo di fare per conto proprio, ed è in grado in particolare di realizzare su progetto le creazioni più ardite in fatto di abbigliamento, aiutata dalla robota baco-da-seta per le rifiniture più complicate ed anche in stretta collaborazione con una robota tarma, ottima per le asole, od i trafori eleganti dei centrini di lana. Nel frattempo arrivano le provviste, distribuite di prima mattina da robots coleotteri dai colori vivaci, che fanno la spola tra il mercato della fermata della metropolitana planetaria e le abitazioni, quasi tutti cibi prodotti su pianeti interamente robotizzati e dediti all’agricoltura.
Per chi ancora lavora negli uffici, ci sono personali robots moscerini azzurrognoli che leggono foglietti per ricordare il da farsi e riordinano gli appunti, mentre un gigantesco robot tarantola nero controlla l’orario di entrata ed uscita e la corretta timbratura del cartellino; ci sono anche delle robote pulci, arancioni, che distribuiscono caffé e corrispondenza, occasionalmente spuntini, nonché si occupano di smistare gli appunti terminati e fare fotocopie. Nel tardo pomeriggio, inizia il giro piuttosto frenetico per i negozi, dove dei robots flebotomi fanno da commessi, punzecchiando appena il cliente per convincerlo a comprare questo o quello.
La sera, se si resta a casa, ci si può rilassare ascoltando musica grazie all’apposita robota cicala, o magari guardando un film o altro utilizzando la robota vespa proiettore. Oppure ancora, ci si può dedicare a qualche lavoretto come passa-tempo, ed in questo caso in particolare con un robot tarlo che si presta per intagli o altri lavori di precisione su legno mentre la robota mosca con proboscide interscambiabile è pronta ad aiutare ad appendere quadri e mensole e la robota lumaca coadiuva gli eventuali ritocchi di pittura. C’è anche un robot millepiedi per trasportare gli oggetti pesanti o riporli sugli scaffali alti, ed infine si può naturalmente sempre disattivare la robota-granchio se si ha voglia di divertirsi a cucinare.
La luce è fornita da robote lucciole, in tutte le versioni possibili, dalla lucciola-lampadario alla lucciola-pila-tascabile, che hanno il vantaggio di accendersi e spegnersi da sole e seguire le persone distratte fuori casa; invece i telefonini sono dei piccoli robots grilli, che saltellano accanto al proprietario in modo da trovarsi sempre a portata di mano, ognuno con il suo stridio personalizzato e riconoscibile.
Nel tempo libero, dei robots cavallucci-marini sostituiscono le biciclette, permettendo a chi trasportano sia di pedalare che di improvvisare salti ed impennate, mentre robote pulci hanno preso il posto dei pattini, degli sci e delle tavole da surf, e dei robots polipi seguono e proteggono nelle immersioni subacque. Poi, robote farfalle di tutte le forme, le dimensioni e con tutti i possibili disegni colorati sulle ali fanno, oltre che da paracadute e da deltaplano, anche da aquiloni, che non cadono più nonostante eventuali venti contrari ma possono decollare trasportandosi il bambino dietro, se quest’ultimo ha già voglia di volare; ancora, delle robote libellule vengono utilizzate per gite romantiche tra boschi, ruscelli e laghetti; infine, nelle passeggiate, una fila di robote bruchi proces-sionarie indica il sentiero e, se ci si perde ugualmente, al calar del buio è sempre disponibile una robota falena, pronta a pilotare verso la casa più vicina.
(Parigi, 2002)